La zona rossa di Carpi, dovreste vederla, se solo vi facessero entrare, voi non residenti: c’è una specie di coprifuoco perpetuo e spontaneo, son quasi tutti fuggiti, il silenzio è irreale, è una città fantasma. Mi mancano le urla dei bambini in piazza, sotto la finestra, il rombo d’accensione dell’Harley alle otto di sera, tutte le sere, la giostrina che suona i pompieri di Viggiù e Barbie Girl venti ore al giorno, il brusio dei negozi e il vociare dell’aperitivo al caffè di fronte, quando la gente è talmente tanta da coprire le nostre chiacchiere casalinghe; mi manca il macinino del comune che all’alba pulisce le strade e mi manca perfino, sotto al portico, la filodiffusione. Mi mancano tutte quelle robe, insomma, che prima, vacca d’un cane, non so neanche spiegarvi quanto mi stavan sui maroni.
__

ma le rondini ci sono ancora?
quelle sì. o almeno: quelle i cui nidi sotto ai portici son rimasti su, cioè la maggior parte. le rondini in realtà sono sempre rimaste lì, sono i piccioni che erano fuggiti in massa. son tornati anche loro, adesso.
son contenta
solo dopo ci rendiamo conto quanto importanti sono le cose normali.
vi auguriamo tutto il bene possibile.
Pingback: Alessandrini del terremoto « Piove sul bugnato