Della superiorità dell’ingegneria sui ragionamenti di Ivan Fëdorovič Karamazov

Quel che ci preme è ch’io possa, al più presto, dichiararti il mio vero essere, cioè che uomo sono io, in che cosa credo e in che cosa spero […] E perciò ti dichiaro senz’altro che accetto, in tutte lettere, l’esistenza di Dio. Ma ecco, tuttavia, che cosa occorre rilevare: posto che Dio esista, e che abbia realmente creato la terra, questa, come tutti sappiamo, è stata creata secondo la geometria euclidea, e l’intelletto umano è stato creato idoneo a concepire soltanto uno spazio a tre dimensioni. Vi sono stati, invece, e vi sono anche ora, geometri e filosofi, e anzi fra i più grandi, i quali dubitano che tutta la natura, o più ampiamente, tutto l’universo, sia stato creato secondo la geometria euclidea, e s’avventurano perfino a supporre che due linee parallele, che secondo Euclide non possono a nessun patto incontrarsi sulla terra, potrebbero anche incontrarsi prima o dopo all’infinito. E così, cuore mio, ho tratto la conclusione che, se nemmeno questo mi riesce intelligibile, come potrei mai innalzarmi al concetto di Dio? Umilmente riconosco che in me non c’è nessuna capacità di risolvere problemi simili: in me c’è una mente euclidea, terrestre, e come potrei pretendere di ragionare su ciò che non è di questo mondo? E anche a te, Alëša, consiglio che a queste cose ti astenga sempre dal pensare, e soprattutto (per quanto tocca Iddio) se esista o non esista. Queste son tutte questioni assolutamente inadatte a un’intelligenza creata con concetto d’uno spazio unicamente tridimensionale. Cosicché, ammetto volentieri Iddio […]  Continua a leggere


La parte sbagliata del Secchia

Abito in un posto, ma lavoro in un altro dalla parte sbagliata del Secchia, e dalla parte sbagliata del Secchia, non so, mi sembra che abbiano una testa diversa, perciò è una decina d’anni, anzi quasi quattordici, che mi sento un po’ come si sentono i frontalieri.
Quando c’è la nebbia a casa mia, c’è la nebbia anche dalla parte sbagliata del Secchia, ma delle volte parto da casa mia col sole e della parte sbagliata del Secchia c’è la nebbia. Questo è più o meno tutto quello che c’era da dire sul mondo dalla parte sbagliata del Secchia. Sennonché, qualche mattina fa sono partito da casa mia con la nebbia e dalla parte sbagliata del Secchia c’era il sole. Ci sono rimasto male.
Quando invece sono uscito dal lavoro, alla sera, mentre andavo verso la macchina notavo che il cielo era scuro ma ci si vedeva ancora un po’, e là in fondo, dalla parte giusta del Secchia, c’era un bel tramonto rosa, azzurro e arancione. E andava bene così.


La New Wave italiana (l’onda lunga)

Poi ci sono quelli che non hanno mai smesso di scrivere (ci sono anch’io, tutto sommato) ma che secondo me ultimamente scrivono di più (è solo una mia impressione). Li metto qui sotto, al solito, in rigoroso ordine alfabetico così come sono stati aggiunti o spostati nel gruppetto dell’Onda lunga italiana del mio feedreader (uso feedly, quello gratis, se vi interessa).

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Una rosa è una rosa è una rosa?

Avrò avuto quattro o cinque anni, ero al secondo o al terz’anno di scuola materna e quando la mamma mi chiedeva una di quelle cose che chiedono i genitori ai figli piccoli per far finta di trattarli come adulti e soprattutto per far scappare da ridere agli altri adulti lì intorno, tipo «Ce l’hai una morosina?», io rispondevo deciso: «Sì che ce l’ho!»
«E chi è? Una tua compagna di classe?»
«Sì, si chiama Marcella,» dicevo fiero.
Non che fossimo davvero morosi, a quattro o cinque anni, figuratevi. Ma c’era la prassi di dire che una bambina era la tua morosa solo perché ti piaceva, e perché dovevi per forza incasellarti in uno stile di vita che ti imponevano gli adulti: sei un maschio di quattro o cinque anni, ti dovranno per forza piacere le femmine.
Il caso ha voluto che mi piacessero le femmine, e c’era una bambina in classe con me che si chiamava Marcella, io dicevo che era la mia morosa e anche Michele diceva che la Marcella era la sua morosa. Entrambi lo sapevamo e ci andava benissimo così, perché era un mondo libero, quello che vivevamo al secondo o al terz’anno della scuola materna dalle suore di Novi di Modena, e anche le suore, incredibile, accettavano senza battere ciglio quell’abbozzo di intenzione di poligamia infantile.
Ma comunque, inevitabilmente, anche al secondo o al terz’anno della scuola materna delle suore di Novi di Modena è arrivato il giorno di San Valentino.

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Plug-in

Tempo fa avevo installato un plug-in che controlla i post mentre li scrivo e mi dà un semaforo verde se sono scritti bene, un semaforo arancione se c’è qualcosa da migliorare, un semaforo rosso se proprio secondo lui sono illeggibili. Insieme al semaforo rosso arrivano anche dei consigli, come per esempio (copincollo):

  • Frasi consecutive: il testo contiene 3 frasi consecutive che iniziano con la stessa parola. Ti suggeriamo di provare a variare un po’!
  • Distribuzione dei sottotitoli: non stai usando i sottotitoli, sebbene il tuo testo sia piuttosto lungo. Ti suggeriamo di aggiungere i sottotitoli.
  • Lunghezza dei paragrafi: 2 dei paragrafi contiene (sic) più di 150 parole, che è il numero suggerito. Ti consigliamo di scrivere paragrafi più corti!
  • Lunghezza delle frasi: il 31.6% delle frasi contiene più di 25 parole, che supera la lunghezza massima suggerita di 25%. Prova a scrivere frasi più corte.

Quando mi dà un semaforo verde la vivo sempre come una sconfitta.