L’Emilia-Romagna, spiegata bene (l’Alta in basso e la Bassa in alto)

[Ecco poi che, come succedeva una volta su Barabba, mi arriva un post da pubblicare e io lo pubblico. Sono così contento che faccio fatica a restare seduto.]

l’Alta in basso e la Bassa in alto
di Tinni

Certe cose è la Natura ad infilartele in un cassettino, sotto i fazzoletti col monogramma, e forse ci metti un po’ a capire che sono tue, proprio tue, e che non tutti gli altri le hanno ricevute uguali.
Con la patente appena firmata in una tasca e un sorriso indelebile spennellato sul volto, non ho mai avuto paura a ripartire in salita, dopo un incrocio o un semaforo; mi sembrava che il freno a mano fosse sempre stato lì, come un rassicurante zio sul divano la domenica pomeriggio, e sapevo che, a tenergli la mano (anche solo un accenno di tocco, ché lo zio non è mai stato un tipo da effusioni manifeste), qualunque insormontabile inghippo avrebbe assunto in pochi istanti le proporzioni di un lievissimo, impercettibile sobbalzo.
I miei compagni di classe cittadini cambiavano con molta più agilità le corsie della tangenziale; forzavano gli attraversamenti a sinistra, parcheggiavano a esse in due mosse, partivano rombando alla prima sfumatura di verde.
Poi però avevano paura delle partenze in salita.
Ed è stato lì, a diciotto anni, che improvvisamente ho capito – io di solito sempre così fifona, sempre così abituata a coltivare le paure più sceme – che avevo una cosa tutta speciale nascosta nel cassettino, e non per merito mio. Non avevo paura. Sapevo fare con scioltezza una manovra che agli altri incuteva timore. Ed era la Natura che me l’aveva messa lì, questa cosa, sotto forma di pendenze e tettonica.

E quando dico Natura, intendo proprio la natura della provincia di Modena, e di quel lembo di provincia in cui ero nata e cresciuta, cioè – come diciamo noi modenesi – l’Alta.
Tutti i modenesi sono nati o nella Bassa o nell’Alta; e chi è cresciuto a Modena città resta solo apparentemente fuori dai giochi: avrà almeno un nonno o un prozio da incasellare in una delle due categorie.   Continua a leggere


Musica Contemporanea Prescindibile, Op. 3 (Sonic Youth tornate insieme)

Lo scioglimento dei Sonic Youth, nel 2011, è un lutto dal quale quelli come me fanno ancora fatica a riprendersi. Quindi ho deciso di rimetterli insieme in un pezzo rumoroso dove sovrappongo alcune tracce prese dagli ultimi tre dischi solisti dei quattro, rigorosamente nella formazione “classica” (Thurston Moore, Kim Gordon, Lee Ranaldo e Steve Shelley). E questo è il risultato.

Musica Contemporanea Prescindibile, Op. 3 per sovrapposizioni (Sonic Youth tornate insieme)
Testi e musiche: Thurston Moore & Radio Radieux; Bill Nace & Kim Gordon; Lee Ranaldo
Composizione e montaggio: Marco Manicardi
Esecuzioni sovrapposte: Thurston Moore e Steve Shelley (da Rock n Roll Consciousness, 2017); Kim Gordon (da Body/Head, The Switch, 2018); Lee Ranaldo (da Electric Trim, 2017)

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E poi basta

Quando avevo quindici anni e mio padre ne aveva quaranta mi sembrava vecchio. Quando avevo venticinque anni e andavo ai concertini punk nei centri sociali vedevo i quarantenni e mi sembravano vecchi. Quando avevo trentacinque anni e i miei amici più grandi cominciavano a farne quaranta mi sembravano vecchi. Così vanno le cose.


I miei primi

Dei quarant’anni per ora posso dire solo un paio di cose. La prima è che, anche se è una citazione entrata ormai nel gergo, ho capito, quando mi dicono «i tuoi primi quarant’anni» mi viene voglia di tirare delle madonne, poi però non lo faccio e mi limito ad annuire muto. La seconda è che guardando i miei amici e colleghi coetanei, che hanno fatto quarant’anni o stanno per fare quarant’anni anche loro, c’è qualcosa che non mi quadra, sarà che siamo la prima generazione che è venuta su a merendine e conservanti, ma non mi sembra che quelli venuti prima siano invecchiati mantenendo delle facce da ragazzini come stiamo facendo noi. Ma magari mi sbaglio, non li avevo mai avuti quarant’anni.


La New Wave italiana (il blogroll – 2)

Sempre in rigoroso ordine alfabetico (ci sono degli asterischi e in fondo al post c’è la legenda) così come sono stati aggiunti o spostati nel gruppetto della New Wave italiana del mio feedreader (uso feedly, quello gratis, se vi interessa).

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