L’età della ragione

2 commenti

Un paio di mesi fa avevo scritto in giro per l’internet un piccolo componimento che diceva:

Comincia sullo scivolo
La fine dell’infanzia
Salendoci sicuri
Dalla parte della rampa.

L’altra sera siamo saltati di colpo al livello successivo. 

Eravamo in macchina nel traffico carpigiano, ero andato a prenderlo dalla zia e lo stavo riportando a casa. Siamo lì fermi a un semaforo e lui mi guarda attraverso lo specchietto retrovisore. Mi chiede:
«C’è la mamma a casa?»
«Non lo so,» rispondo.
«Lo sai.»
«Non lo so.»
«Lo sai.»
«Non lo so.»
«Lo sai.»
«Non lo so.»
«Lo sai.»
(Rimango in silenzio.)
«Hai capito se c’è la mamma, papà?»
«No, non l’ho capito, Guido.»
«Sì, hai capito.»
«No.»
«Sì.»
«E invece no.»
«E invece sì.»
«No.»
«Sì.»
«No.»
«Sì.»
«No.»
«Sì.»
«No no.»
«Sì sì.»
«Non lo so, davvero.»
«Lo sai.»
«Non lo so.»
«Lo sai.»
(Rimango in silenzio.)
«Lo sai.»

Non parlo più,  non lo so davvero se c’è la mamma a casa, giuro. Mi aveva telefonato, mi aveva detto che ci saremmo visti lì, ma non lo so se adesso c’è, se è già arrivata, boh, e non mi va di mentire a mio figlio, è una cosa che non sono abituato a fare.
Ma intanto arriviamo noi. Parcheggio. Lo slego dal seggiolino e lo metto giù, lo sto abituando a camminare da solo per quella cinquantina di metri che vanno dal parcheggio al portone, lo tengo per mano, ma in braccio lo prendo solo se davvero ce n’è bisogno.
Da giù si vede una luce accesa dalla finestra della cucina.

«C’è la mamma a casa!» gli dico sorridendo.
Lui si ferma, mi guarda dal bassissimo verso l’altissimo, ed è molto serio.
«Avevo ragione io,» mi fa.

E così, a partire dall’altra sera, e forse per sempre, non avrò ragione mai più.


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2 risposte a L’età della ragione

  1. Lia scrive:

    che meraviglia

  2. e.l.e.n.a. scrive:

    quasi un’applicazione del paradosso del gatto di schrodinger! 🙂

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