Archivi tag: ai tempi del coronavirus

Non è detto

Mi ricordo che nel 2012, qui in Emilia, il terremoto lo chiamavano tutti il sisma. Poi pian piano hanno smesso. Quindi c’è il caso che prima o poi ricominceremo, il covid, a chiamarlo virus. O al limite coronavirus. Però non … Continua a leggere


È un periodo

È un periodo che è come quando muore il telefono, o il computer, e devi reinstallare tutte le app, rimettere tutte le password, e hai perso i preferiti e, insomma, così.


Nonostante il bar

Nonostante il bar, che è aperto, e che di solito mi aiuta a pensare e a scrivere, e ci sono anche andato a bere una birra, una sera, ma soprattutto a fare colazione, che era la cosa che mi mancava … Continua a leggere


Oggi, alfine

Ha riaperto il bar. Visto che non è martedì, ho tenuto fede all’impegno preso il 26 marzo. Niente sarà più come ieri.


Ieri, invece

Ieri, invece, c’era del fermento, una specie di riunione generale tra i baristi e i camerieri per decidere il come, il quando e il perché. Noi passavamo di lì, di ritorno dal parchetto, li abbiamo salutati da lontano. «Stiamo solo … Continua a leggere


Oggi

Oggi sono andato in libreria. Sono stato bravo: li avevo contattati qualche giorno fa per farmi tenere da parte tre libri, all’ingresso ho messo su la mascherina, mi sono igienizzato ben bene le mani sulla porta e così via. Dentro … Continua a leggere


Oggi, comunque

Il bar è ancora chiuso.


FAQ

Domani è il 4 maggio, posso uscire? Sì, ma pensa sempre che tu, proprio tu, potresti essere in quella fase in cui sei infetto ma non lo sai, e quindi devi fare in modo di non contagiare nessuno.


L’Emilia-Romagna, spiegata bene (il Primo maggio)

I cappelletti, in Emilia, li mangiamo nei giorni di festa. Magari adesso li mangiamo anche nei feriali, soprattutto quando in casa hai ancora una nonna che fa una sfoglia da venticinque uova e per finire tutti i cappelletti che ne … Continua a leggere


Virginia e le prove

Venerdì 24 aprile, per le Schegge di Liberazione (mentre #stateacasa), avevo letto una poesia intitolata “Virginia che non si muove” di Azael. Ad accompagnarmi più o meno dal vivo c’erano Gianluca e le cose, cioè Bicio, da Forlì (anche se … Continua a leggere