Prima di andare a dormire

Le avventure di Pinocchio (tre volte in tre edizioni diverse e non vedo l’ora di cominciare con la quarta), La Freccia Azzurra (una volta sola ma son qui che vorrei ricominciarla il prima possibile), Il piccolo principe (una volta sola, e siamo a posto così, che a parte i capitoli sull’addomesticamento non si capisce niente), Come è andata veramente tra Mascia e Orso (una volta sola, ma forse è ancora troppo presto), le fiabe dei Grimm (non tutte, che prima bisogna sempre dare una letta veloce per capire dove si va a parare) tra le quali spicca indiscussa Raperonzolo (almeno cinquanta volte).
Tanti altri li abbiamo cominciati e poi lasciati lì dopo qualche pagina o qualche capitolo, a volte perché difficili, a volte perché noiosi, a volte perché non era il momento giusto, altre volte perché erano brutti.
Qui nei commenti (o dalle altre parti dove viene condiviso questo post) potete consigliarci altri libri da leggere prima di andare a dormire, se avete voglia. L’unica regola è che siano comprensibili all’ascolto per un bambino che adesso ha quasi quattro anni, e che abbiano poche figure, meglio ancora se di figure non ce ne sono.

Grazie in anticipo.
Intanto, nel frattempo, ricominciamo Pinocchio.


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10 risposte a Prima di andare a dormire

  1. Tinni scrive:

    Le Fiabe Italiane raccolte da Calvino. Io sono cresciuta così (…figlio, scappa!)

    • Marco Manicardi scrive:

      Ce le abbiamo. Anche la Cate è cresciuta così. Vale lo stesso discorso dei Grimm, però. (Stella Diana, Stella Diana quante foglie ha la tua maggiorana? / Oh bel nobile Cavaliero, quante stelle c’è nel cielo? /Le stelle del cielo non si posson contare! La mia maggiorana non si deve guardare!)

  2. Tinni scrive:

    E dopo questa, comincio a credere che io e la Cate abbiamo vissuto la stessa vita in due universi paralleli… cosa sta per accaderci?
    (ce n’è da scriverci un romanzo…)

  3. Nervo scrive:

    Io ho un ricordo meraviglioso delle favole al telefono di Rodari. Di quanto mi facesse stare bene.

  4. laPaola scrive:

    “Favole al telefono” di Rodari, senza dubbio.
    “L’occhio del lupo” di Pennac.
    “La bambina di burro e altre storie di bambini strani” e “Il casello della buonanotte” di Beatrice Masini.

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