13 ottobre: Si stava meglio quando si stava meglio

Ehi ciao, ben ritrovati, era un po’ che non.
La presente per comunicarvi che il 13 ottobre, a Novi di Modena, durante la Fera d’Utober, che in dialetto novese vuol dire Fiera d’Ottobre, verso le 21:30 al Parco della Resistenza, che i novesi chiamano “La Taverna” per via del Bar Taverna che sorge alle porte del parco, leggo delle cose durante e dopo una cena preparata dai volontari dell’ARCI Ghiottone e dalle ragazze del Coro delle Mondine di Novi di Modena.
Più formalmente, come dovrebbe esserci scritto sul volantino:

SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA MEGLIO
Dove si parla di Novi e dei novesi, di nonni e di bisnonni, di maghi, prestigiatori e circhi itineranti, di ciclismo, di un toro, di piccole lotte private contro il fascismo e di tante altre cose che, nel Novecento, sembravano normalissime.
– Parole di Marco Manicardi
– Musiche di Gianluca Magnani

Marco Manicardi sono io.
Gianluca Magnani è quello dei Flexus.

Se volete partecipare, secondo noi viene un bel lavoro.


È un periodo

È un periodo che non so cosa dire.


È lo stesso uomo

Quello che si ferma lungo l’autostrada quando gli scappa, e piscia una parabola di due metri e mezzo contro il guardrail, spalle alla carreggiata, senza starci troppo a pensare o a preoccuparsi degli osservatori, della famiglia chiusa in macchina o dei passanti in pieno controesodo, e si tira poi su la patta nell’atto della rotazione verso il traffico, spavaldo e virilissimo, a tratti compiaciuto, mento alto e mezzo sorridente; è lo stesso uomo che poi troviamo la mattina presto al centro prelievi, il contenitore delle urine insacchettato a doppia mandata di cellophane e stagnola ficcato in tasca, stretto nel pugno, fino a quando viene chiamato allo sportello d’accettazione, cui s’avvicina ingobbito, imbarazzato, scarta il sacchetto, consegna la provetta con sopra il nome e la data di nascita, non senza controllare più e più volte, sospettoso, con la coda dell’occhio prima a destra e poi a sinistra, che non se ne accorga qualcun altro, uno dei trenta o quaranta uomini in fila come lui, ognuno ingobbito e imbarazzato, con un po’ di piscio stretto in tasca.