Campani (2)

E in un libro (bellissimo) che si chiama Alzarsi presto. Il libro dei funghi (e di mio fratello), del 2023, di Sandro Campani, Sandro a un certo punto racconta di quando da piccoli con suo fratello Pietro stavano scappando da un cane che li inseguiva e che:

Ci mettiamo a correre con quanta ne abbiamo, solo che il cane ci corre dietro, e non si ferma all’angolo del muro, non si ferma neanche fuori dal suo vicolo, ci insegue nella stradina, che abbiamo preso in salita: un po’ perché è la direzione di casa, un po’ perché, con qualunque bestia, d’istinto preferisci essere in alto e lei in basso (è per questo, ad esempio, che fa così impressione che le vipere figlino sugli alberi, l’idea che i viperini gonfi di veleno possano caderti addosso da un ramo e morderti sul collo; a me e Pietro un giorno è anche successo, nel bosco di Riccovolto: non che ci siano caduti sul collo, ma vicino a noi, mentre sedevamo a mangiarci un panino, con la gerla dei funghi in mezzo ai piedi – sul terreno morbido abbiamo sentito Tt-tup!, un tonfetto disunito, ed erano due vipere che son strisciate via).

Ecco, questo scrive Sandro Campani in un libro (bellissimo) che si chiama Alzarsi presto. Il libro dei funghi (e di mio fratello)… solo che io, adesso, non andrò mai più in un bosco.


(Qui, se uno vuole, ci sono delle altre citazioni. E qui delle altre citazioni di Campani.)


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