Era inevitabile

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Eccolo, è arrivato, infine, il primo vero conflitto madre-figlio.
La mamma stava bevendo per i fatti suoi, ma Guido aveva bisogno di lei, voleva andarle in braccio. Lei gli ha pur detto «Guido, un attimo, adesso arrivo», ma lui la voleva subito, immediatamente, qui, ora, e allora, e siamo in quel periodo vicino ai due anni in cui tenta continuamente di costruire delle frasi come fanno i grandi, ci è riuscito, l’ha detto: «MAMMA BIRRA NO!»

La mamma diventa una statua di sale.
Silenzio.
Lo prende in braccio.

Mentre si avvia verso il letto, con lui, accarezzandolo, gli dice con un mezzo rimprovero stupito: «Guido, non dirlo mai più.»
Ma ormai, lo sa anche lei, non ci sarà più scampo.


Una domanda

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Ma se Alessandro Magno ha tagliato con un colpo di spada il Nodo Gordiano, e se, per dire, anche il futuro capitano James Tiberius Kirk aveva alterato il codice sorgente della Kobayashi Maru per passare il test all’Accademia della Flotta Stellare, allora, chiedo, perché Achille, piè veloce, non ha mai pensato di piegare le gambe e allungare una manina per prenderla su, e non pensarci più, quella stramaledetta tartaruga?


Softer Than Velvet (la trascrizione, più o meno)

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[Venerdì 16 dicembre, alla Salumeria del Rock di Arceto di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, Giancarlo Frigieri ha suonato i Velvet Underground, mentre Franco Ori dipingeva Nico e Lou Reed e io leggevo delle cose che parlavano di Velvet Underground. Di seguito la scaletta, con le letture e i pezzi suonati da Frigieri (in grassetto). I brani che ho letto sono tratti da Please Kill Me di Legs McNeil e Gillian McCain, e sono parole di Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison, LaMonte Young, Rosebud, Paul Morrissey, Ronnie Cutrone, Danny Fields e Billy Name, ma durante la lettura non ho specificato chi dice cosa e quando, quindi non lo faccio neanche adesso.]
***

Suonavamo insieme, molto tempo fa. Vivevamo in un appartamento da trenta dollari al mese e non avevamo un soldo. Mangiavamo focacce d’avena mattina e sera e facevamo di tutto, tipo vendere il sangue e roba simile, oppure posavamo per quei settimanali spazzatura da dieci centesimi. Una volta uscì un articolo con la mia foto. Dicevano che ero un maniaco sessuale omicida che aveva ucciso quattordici bambini. Dicevano che avevo registrato tutto e che riascoltavo il nastro in un fienile del Kansas a mezzanotte. Quando uscì la foto di John Cale, dissero che aveva ucciso il suo amante perché quello voleva sposare sua sorella e lui non voleva che sua sorella sposasse un finocchio.

Sunday morning
I’m waiting for the man

Nel 1965 Lou Reed aveva già scritto «Heroin» e «Waiting for the Man». La prima volta che incontrai Lou fu a un party in cui si era messo a suonare i suoi pezzi con la chitarra acustica. Io non lo ascoltavo assolutamente perché non me ne fregava un cazzo della musica folk. Odiavo Joan Baez e Bob Dylan – ogni canzone era una fottuta domanda! Ma Lou continuava a sbattermi sotto il naso i suoi testi. Allora cominciai a leggerli e non era la stessa cosa che cantavano Joan Baez e tutti quelli come lei.
Al tempo suonavo con LaMonte Young nei Dream Syndicate e il concetto del gruppo era quello di tenere sempre le stesse note per due ore alla volta.
Organizzai una serie di performance musicali e sulla prima serie di volantini feci stampare un avvertimento: LO SCOPO DI QUESTA MUSICA NON È L’INTRATTENIMENTO.  Continua a leggere


16 dicembre: Softer Than Velvet

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Cosa: Giancarlo Frigieri suona delle canzoni dei Velvet Underground; Franco Ori dipinge dal vivo dei quadri raffiguranti i Velvet Underground; io leggo dei pezzetti da Please Kill Me che parlano dei Velvet Underground.
Quando: dalle 22 di venerdì 16 dicembre.
Dove: alla Salumeria del Rock di Arceto di Scandiano (RE).
Perché: secondo noi è una cosa sensata.

C’è l’evento su facebook? . Partecipàtelo.


Così va la vita

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Dice: «Ma come? Stava bene. Aveva appena buttato lì quel commentato sagace per il Nobel a Dylan. Voleva arrivare a 120 anni. Com’è potuto succedere?»
«Eh, ok,» si risponde, «è che a 82 anni non sai mai cosa possa succedere. Basta che un giorno ti alzi, arriva un refolo dalla parte sbagliata e ciao, arrivederci.»
Perché succede, ad avere una marea di idoli viventi anziani, succede così: che muoiono.
Così va la vita.